domenica 14 novembre 2010




Ascolta il passo breve delle cose

-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato:la tua donna.
E' fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.

( Alda Merini )


Mare e labirinti

i miei scorci e le tracce di un'anima,
quelli che chiamano emozioni
racchiudono in me
tomi e piani infiniti;
ad ogni lacrima
una cattedrale prende forma
una spiaggia
o un cassetto,
ed altri sentieri.


A volte vedo il cielo capovolgersi
a volte so che la nebbia può farsi calda
e diventare truce mistero,
laggiù immersa mi perdo nebulosa
e dipingo
e scrivo
dolente i miei resoconti.
Poi volto pagina
e ritorno, illesa, senza verbo.



LA BAMBINA IN PARTENZA

Così mi vedresti,
un'altra partenza
altri girotondi
dopo i miei sogni impossibili.
Tu che eri la mano,
la ferita e il sapere
che non ricordavi i baci
e le filastrocche
rimani ora legato a chi ti porta per il mondo,
in poche notti sei diventato
un'altro dei bagagli
che l'infanzia vuole con sè.
Quando dormirò
seduta in un bar
nelle mille città lontane che mi aspettano
le tue ciglia mi saranno accanto
a sussurrarmi canzoni
e gli altri vedranno nei miei sorrisi decisi
le carezze che mi alzavano da terra
nei pomeriggi di natale;
e di meriti sarai saturo
perchè i miei a te riconducono
come tanti fili intrecciati
Il tuo posto è ora velluto
e sogno
è un paio d'ali
che sanno dove trovare
la tua bambina in partenza.




Un lembo di tempo,
uno spazio sospeso senza nome,
è questa la casa che ho trovato
ai tuoi ricordi,
come un rifugio tra la neve,
come ricoperto di sabbia
rimarrai chiuso e sepolto,
a me legato nella pelle.
Legno silenzioso
ed echi,
e i miei tentativi di stare sola.
sono briciole per terra
i tuoi resti
è un dolore geloso
la tua scomparsa,

Non ti chiamo
e smetto di cercarti,
socchiudo gli occhi e sfioro gli altri
certo che mancano strati alla mia ombra
per tornare donna
e figlia,
non ho più passi da fare
per vederti ogni giorno.
E mi sfugge, di continuo
quella fine serena
che serve a chiudere le storie
iniziate da troppo tempo.


martedì 9 novembre 2010

PAPA'

Sei il mio chiaroscuro di emozioni,
il mio scrigno di ricordi,
la tua vita sussulta per le ultime brezze
come quelle che sentivi
nei tempi andati
che non si possono dimenticare
e rimangono scolpite negli epitaffi bluastri
che già sembrano eterni.
Tu da solo
hai creato un mondo
di somiglianze
mentri dormivi gli ultimi anni
e sono pesanti come croci
le istantanee che mi circondano
che per sempre
respireranno nella tua casa.
Hai attraversato ogni luogo
con gli occhi insoddisfatti della giovinezza
e la fierezza di adulto che cresceva negli anni
di cui hO solo visto l'amarezza silenziosa.
Quello che hai dato
senza coscienza
mentre chiedevi solo pietà
è il mio stendardo
e il mio sogno più dolce.
e, sparito te
il tempo si è fatto più lontano.