giovedì 30 giugno 2011

non si descrive
da solo
un vento nuovo,
come una pagina voltata
non fa rumore,
come due ali
che si aprono d'estate
Sono infinte
le notti
come le stelle
a guardarmi la pelle
diventare avorio,
non più rosa addormentata
ma bianco da sposa
Un occhio più scuro mi guarda allo specchio,
che trema più ansioso
per l'amore che sarà condiviso,
e il mondo diverso mi guarda
non più sogno ovattato.
Sento più stretta
la mano materna,
non più quieto rifugio
ma strada esplorata
e altre le mete
a cercare me stessa.
Il pendolo ha fatto abbastanza ritocchi,
stavolta sono io ad alzarmi
per le risposte che mi attendono.
Nulla sarà mai più quieto
e una meraviglia nasce
e si fa parola.

Donna.






venerdì 24 giugno 2011

e chiudo gli occhi ancora
un cielo assolato
una perla rosa
non ci sono più nubi
su cui riposare
non c'è pioggia su cui piangere
voci passate che dormono
le mie dita fragili stringono candele
e si cammina
e si avanza....

la morte ha finito il suo giro
una figlia nuova si alza da terra
ha una bocca di memorie
un groviglio di rose in testa
fame astratta di magie
non sa cosa sia un inizio
perchè ha solo ritagli in tasca
e l'anima blu
a un lago addormentato somiglia.

i giorni si dimenticano
non lasciare che si posino sui desideri
che diventino pozzi freddi
a ipnotzzarti gli occhi
c'è spazio per ogni pensiero perso
per ogni tempo andato
di baci e di vittorie

stanotte sarà ancora un misero silenzio
un pigro riflesso che era ricordo
e si assopisce e diventa un eco