giovedì 30 giugno 2011

non si descrive
da solo
un vento nuovo,
come una pagina voltata
non fa rumore,
come due ali
che si aprono d'estate
Sono infinte
le notti
come le stelle
a guardarmi la pelle
diventare avorio,
non più rosa addormentata
ma bianco da sposa
Un occhio più scuro mi guarda allo specchio,
che trema più ansioso
per l'amore che sarà condiviso,
e il mondo diverso mi guarda
non più sogno ovattato.
Sento più stretta
la mano materna,
non più quieto rifugio
ma strada esplorata
e altre le mete
a cercare me stessa.
Il pendolo ha fatto abbastanza ritocchi,
stavolta sono io ad alzarmi
per le risposte che mi attendono.
Nulla sarà mai più quieto
e una meraviglia nasce
e si fa parola.

Donna.

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