lunedì 28 giugno 2010

-i miei anni sono solo cumuli e valigie
parole e istantantanee
pigiati e legati con forza,
da tempo i cassetti son vuoti
perchè i giorni sono sempre viaggi
che non riordino mai
neanche per importanza;
se il pazzo mi segue,
che stia accorto
e mi tema,
in caso io rinunci ai percorsi
e diventi lui
il mio timone;
le città sono avare
a volte
di storie
e di giorni
ma non si tengono mai strette
le anime perse;
le cerco da sempre
le mani che si adoperano
a costruire dal nulla
ma quaggiù ho imparato
solo a volare bassa
per paura di vedere
troppo spesso
gli errori e le rinunce,
che fanno male
quasi quanto
i sogni infranti e le promesse.
quando mi stancherò
di respirare stanchezza
si apriranno tristi
anche i ricordi
che ho in fondo alle tasche,
ad uno ad uno
come fiammelle di una chiesa
vibreranno
e mi domanderanno
a chi ho voluto più bene;
non so in quale tempo lontano
è previsto
un ritorno o una resa
io continuo
a portare il mio strascico
e mi cibo
del mondo che vedo.

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