mercoledì 25 maggio 2011

La notte, lo sai, è velluto dolce per i sogni,
un buio ricettacolo di mondo inventato,
dove una danza ramata può nascere
e avere ore lunghe,
dove i lenti passi nei libri
ai nostri combaciano,
per diventare infiniti,
diventiamo così
forme sottili e libere,
ogni strato
è esplorazione,
così ritorniamo alle origini
alle selve giganti
ai racconti fantastici
alle liriche degli avi.
E' terreno sacro
il tuo mondo parallelo,
che vive di sussurra di viole,
e gocce amate
come tenebre inviolate,
sembra acqua
quel velo che sicuro vi riposa,
non è silenzio
quel mormorio che ricorda la fine,
presto gli incanti si faranno polvere,
ai longevi fardelli il giorno ritorna,
e non sarà più tempo
per fate e desideri,
tutto tacerà di nuovo
un sipario diamantato
un urna comune
a sigillarlo,
un'altra stella, domani.

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