venerdì 11 marzo 2011

Gli amori di Carta


Due ne ho avuti,
erano fragili come ginocchia tremanti,
buone solo da stringere
non per sorreggere,
uno che sfugge all'altro
che rincorre un terzo
che è perso e mangia favole,
un cerchio e un triangolo,
una forma senza logica,
una geometria imperfetta
A chi ho dato senza amare
e a chi ho aspettato di ricevere,
chi ho visto piangere,
e chi sapeva solo sorridere.
sono rimasta io al centro
e ai bordi
di un gioco inventato,
la fuga di una codarda
in una nebbia viola
a disfare matasse
a ridere agli specchi
a sussurrare a fantasmi;
per tutto il tempo
non ho dato forma ai sogni,
non ho posato carezze sulle spalle buie;
nessuno da allora
mi aspetta
non appaio ormai
rosa e poesia
nei desideri,
nè calda aurora tra le mani,
non erano amori
non esistono più
a memoria spenta.

Nessun commento:

Posta un commento