Due ne ho avuti,
erano fragili come ginocchia tremanti,
buone solo da stringere
non per sorreggere,
uno che sfugge all'altro
che rincorre un terzo
che è perso e mangia favole,
un cerchio e un triangolo,
una forma senza logica,
una geometria imperfetta
A chi ho dato senza amare
e a chi ho aspettato di ricevere,
chi ho visto piangere,
e chi sapeva solo sorridere.
sono rimasta io al centro
e ai bordi
di un gioco inventato,
la fuga di una codarda
in una nebbia viola
a disfare matasse
a ridere agli specchi
a sussurrare a fantasmi;
per tutto il tempo
non ho dato forma ai sogni,
non ho posato carezze sulle spalle buie;
nessuno da allora
mi aspetta
non appaio ormai
rosa e poesia
nei desideri,
nè calda aurora tra le mani,
non erano amori
non esistono più
a memoria spenta.
Nessun commento:
Posta un commento