lunedì 28 marzo 2011

Un cielo
è bianco
come vernice densa,
come ritagli di carta mai scritta,
uno specchio e mille stanze senza sole,
voci nuove che non sanno amarsi
sussurri passati che ascoltano curiosi.
come è bella la realtà davanti,
una legge su un'altra
e la vita trova un equilibro.
non sembra ci sia posto
per una fame astratta,
uno sguardo perso,
un vetro abbandonato,
per le mancanze che parlano.
La casa dei noi,
dei silenzi ripetuti ,
dalle frasi sospese.
non si cresce così un amore,
un sogno,
un coraggioso tentativo.
Si impiccano su una sedia
coloro che non credono,
senza passi falsi
e sono già morti e vecchi,
si sgozzano i delusi
si calpestano i fuggiaschi.
La guerra dichiarata
è una pagina che chiede altre storie,
ascolta la fiamma che corrode le lenzuola,
leggi i nostri resti negli occhi,
negli oggetti dimenticati.
Poi,
le parole arrivano,
come sicure strette di mano,
la solitudine che inizia dal niente,
dal logorio placato,
è sana come acqua.
Non sbattere una porta,
non si ricomincia da un errore.


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