PADRE
quanto mi manca,
una parola,
qualunque,
che significhi qualcosa,
la tua,
che ti faccia tornare
uomo.
MADRE
sei scappata in fretta,
vedo,
da questo inferno,
non a torto,
dopo il tuo dovere,
sacrosanto,
di concepire,
chiunque,
perchè eri fragile,
dicono,
e non sapevi che fartene,
ho saputo,
di tutto il resto,
ma io non ci credo,
sai,
perchè non vedo
nulla,
di te,
me compresa,
che non sia rimasto
almeno in parte
un pò incompiuto.
FUTURO
mi sembri un figlio,
a volte,
che ha deluso tutti,
fino ad adesso,
e io, l'unica illusa,
che ne se ne vanta con bugie,
sperandoci ancora.
PASSATO
che ridere sarebbe,
andarlo a trovare,
adesso,
dopo averlo visto,
tutti questi anni,
sai che festa,
per gli occhi,
e che rabbia,
tutti quegli sbagli,
non fa per me,
pensarci troppo,
potrei non tornare,
con tutta quella compagnia.
INVERNO
sei tornato,
amico,
quest'anno
da chiederti,
non ho nulla,
scusa,
ma dopo l'estate,
che mi ha portato
qualcosa,
che non volevo,
risparmiami,
almeno tu,
qualche sopresa,
perchè è per lei,
stavolta,
che sto meditando,
la mia vendetta.
INFANZIA
maledetta,
non perchè passi,
ma perchè rimani;
AMICO
una razza difficile,
la mia,
che dà peso
a cose buffe,
e ride sempre poco,
le anime gemelle sono poche,
e io cerco
solo chi guarda il mare
e riesce a parlarci
anche con me a fianco.
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